I grani antichi siciliani

Breve descrizione sui grani antichi

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente interesse verso quelle antiche varietà di frumento che una volta erano le protagoniste indiscusse delle nostre tavole. Possiamo definirli come quei grani che non hanno subito modifiche indotte geneticamente, anche se rispetto al più diffuso grano moderno hanno minore resa. La loro riscoperta è soprattutto merito dei piccoli produttori agricoli che li coltivano usando metodi biologici e affrontando con coraggio, ogni giorno, la concorrenza del grande mercato.

Esse costituiscono un vero e proprio patrimonio della cultura cerealicola italiana. In particolare nella nostra isola le filiere dei “grani antichi” o “varietà locali” rappresentano un’occasione per promuovere la qualità e la cerealicoltura siciliana rispondendo alle richieste dei consumatori attenti alla tradizione, all’ambiente e ai prodotti salutistici. Non vengono lavorati a livello intensivo e ciò giustifica un prezzo di vendita più alto, a fronte di un prodotto più sano e genuino.

Sono lavorati con la macinazione a pietra, infatti la farina che si produce è molto meno raffinata rispetto a quella prodotta con il grano moderno e quindi più ricca delle proprietà nutrizionali presenti nel chicco. Hanno un basso indice di glutine, ciò rende la farina con essi prodotta e quindi tutti i derivati che vi si possono ricavare, molto più leggeri, digeribili e assimilabili di quelli realizzati con il grano convenzionale. Hanno sfumature di colori e di sapori che l’industriale grano moderno non è in grado di offrire soprattutto se nella stesura dei prodotti, tipo pizza, pane, etc., si utilizzano associati al lievito madre.

 

Vediamo le varietà più diffuse:

 
Maiorca

Maiorca

Il grano maiorca o mjorca (Triticum vulgare Host. var. albidum Koern) è un tipo di grano tenero antico a chicco bianco a maturazione veloce, da secoli coltivato in Sicilia soprattutto in terreni aridi e marginali e da sempre è stato considerato come il sinonimo del grano tenero siciliano e la sua farina sinonimo di farina per dolci. Infatti nelle ricette dei dolci siciliani anticamente si parlava esclusivamente di farina di maiorca.

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Perciasacchi

Perciasacchi

Il grano siciliano Perciasacchi, Triticum turgidum ssp. Turanicum, è uno dei grani antichi siciliani. E’ una varietà antichissima di grano, il Farro Lungo Siciliano, coltivato un tempo in tutta la Sicilia, ora diffuso limitatamente in alcune aree circoscritte dell’isola e chiamato Perciasacchi perché il suo culmine è così appuntito da bucare i sacchi di grano che lo contengono.

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Russello

Russello

Il grano russello o grano rossello o ruscio o russieddru: è un frumento duro (Triticum durum var. hordeiforme) tipico dell'entroterra siciliano coltivato soprattutto nelle zone di Agrigento, Caltanissetta, Palermo, Ragusa e Trapani, a media precocità di semina e a maturazione tardiva, molto diffusa in Sicilia prima della seconda guerra mondiale.

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Timilia

Timilia

Il grano timilia, anticamente grano marzuolo (altre denominazioni sono tremilia, tumminia, trim minia, tummulia) è un grano di frumento duro (Triticum durum Desf. Var. affine Koern) coltivato nelle provincie di Agrigento,Caltanissetta, Enna, Palermo, Ragusa Trapani. Ha un ciclo breve con semina a marzo in collina, e anche prima nelle zone marittime; il grano era molto diffuso in Sicilia prima della seconda guerra mondiale.

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Senatore Cappelli

Senatore Cappelli

E’ così chiamato in onore del promotore della prima riforma agraria dell'Italia unitaria, il marchese abruzzese Raffaele Cappelli, senatore del regno d’Italia.Questa varietà fu ottenuta nel 1915 presso il centro di ricerca cerealicola di Foggia, ad opera del marchigiano Nazareno Strampelli, attraverso un'accurata selezione genealogica, al fine di ottenere varietà più produttive e resistenti alle malattie.

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